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Da imprenditrice a schiava! 03

Da imprenditrice a schiava! 03
Il giorno seguente Andrea mi lascia in pace, e anche quello successivo, passa il fine settimana e anche lunedì non succede niente. Forse è soddisfatto così e non vuole nient’altro da me, anche se so che avendomi in pugno sicuramente non si accontenterà di una volta sola.
Martedì mi arriva un suo messaggio sulla nostra posta interna: “ho bisogno di parlarti”. Non voglio dargliela vinta, non voglio cedere ancora al suo ricatto, almeno non senza opporre resistenza. Mi invento una scusa: “Stasera non posso, devo andare a prendere le mie figlie alla lezione di danza”.
“Non serve che ci vediamo più tardi, va bene anche subito, tanto devo solo parlarti, se facciamo presto, poi puoi andare a prendere le tue figlie”
“ok, vieni pure quando vuoi”
“va bene, vengo nel tuo ufficio tra un’ora”

«Ciao, eccomi qua»
«Di cosa volevi parlarmi?»
«Delle nuove “strategie commerciali” per rilanciare la tua, nostra, azienda»
«Inanzitutto mi nomini responsabile commerciale, visto che qui manca una figura che segua come si deve il lato commerciale e poi con il tuo aiuto mettiamo in campo delle “nuove tecniche” per aumentare i nostri affari»
«Cosa intendi con il mio aiuto?»
«Intendo che nei prossimi mesi dovrai dedicarti anima e corpo alla tua azienda, più corpo che anima»
«Ancora non riesco a capirti» anche se in verità qualche idea stava prendendo sostanza nella mia testa.
«In parole povere, il tuo corpo farà la differenza nelle nostre trattative commerciali. Sarà l’incentivo per i nostri venditori, sarà il premio per i nostri clienti, sarà il mezzo con cui otteremo maggiori sconti dai nostri fornitori e così via»
Sgrano gli occhi e mi ricompongo sulla mia poltrona «Cosa intendi dire? Che devo diventare la puttana della ditta???»
«Beh… praticamente si.»
«No, in nessun modo intendo prendere parte a questo tuo ridicolo gioco»
«Ne sei proprio sicura? Dai un’occhiata all’e-mail che ti ho mandato prima di venire nel tuo ufficio»
Mi giro verso il mio pc, controllo la posta e trovo la e-mail di cui mi parlava Andrea, oggetto: “Strategie commerciali”, l’e-mail è vuota ma ci sono degli allegati, li apro.
Sono quattro foto: la prima con io che gli faccio il pompino, una con lui che mi lecca la figa, la terza mentre mi scopa e l’ultima mentre mi prenda da dietro.
Mentre le guardo sbalordita lui aggiunge: «Questi sono solo quattro fermo-immagine, ho circa un’ora di filmato che documentano le tue performance di martedì e mercoledì sera.»
Resto senza parole.
«Sai, sapevo che quella storia dei conti gonfiati non sarebbe stata sufficiente per sottometterti completamente ai miei voleri, quindi martedì scorso prima che tu arrivassi in ufficio ho nascosto una videocamera in uno dei fascicoli qui dietro» e così dicendo indica lo scaffale pieno di fascicoli che sta di fronte alla mia scrivania.
«Pensa se quel filmato arrivasse a tuo marito o ai tuoi suoceri o a qualche tuo collega. O magari perchè no, ai genitori dei compagni di classe delle tue figlie e ai loro insegnanti, sbaglio o sei anche rappresentante dei genitori della più piccola?»
Già, lo ero. Se questa cosa va a finire nelle mani di tutta questa gente per me è veramente la fine, sia professionale ma soprattutto personale.
Non posso che accettare le sue condizioni «Ok, hai vinto.»
«Ottimo, allora inizieremo con la “nuova gestione aziendale” domani sera, non prenderti impegni finito il lavoro, inventati una scusa e avvisa che arriverai a casa tardi. E ricordati che domani devi annunciare ufficialmente alle mie due colleghe che mi nomini responsabile commerciale, dì pure che ti ho proposto delle nuove idee innovative e che mi devi dare piena fiducia per realizzarle, cerca di essere convincente soprattutto con quella stronza di Denise che sicuramente avrà da ridire. Tutto chiaro?»
«Si» rispondo mestamente.
«Allora rimaniamo d’accordo così. Adesso vai a prendere le tue bambine altrimenti arrivi tardi e salutamele, è un po’ di tempo che non le vedo.»
Detto questo si alza e se ne va.
Ha ragione, se non mi sbrigo arrivo tardi dalle mie piccole, prendo le mie cose e me ne vado, cercando di non pensare a quello che è appena successo e a quello che potrà succedere d’ora in avanti.

Il giorno seguente non posso che non fare quello che mi ha chiesto, a metà mattina esco nell’ufficio comune e, ottenuta l’attenzione dei miei tre impiegati, Andrea, Denise e Chiara, annuncio la nomina di Andrea come responsabile commerciale dandogli la mia piena fiducia per i nostri futuri affari. Anche Denise accetta di buon grado questa novità, forse sa che l’azienda non è in buone acque e qualsiasi nuova idea è la benvenuta, in fondo è a rischio anche il suo posto di lavoro.

A fine giornata se ne vanno tutti tranne Andrea, lui viene nel mio ufficio e inizia ad illustrarmi la sua nuova “politica aziendale”.
«Allora, prima di iniziare ad incrementare il nostro volume di vendite, dobbiamo sistemare alcune cose all’interno dell’azienda. So che i nostri 4 magazzinieri ti hanno chiesto ripetutamente un aumento o almeno un premio una-tantum, richiesta che tu ovviamente non hai preso in considerazione.»
«Secondo te come faccio a concedere un premio o un aumento quando riesco a malapena a pagare gli stipendi normali?»
«Giusto. Quindi se non puoi concedere premi in denaro dobbiamo trovare un’alternativa» dicendo questo mi indica dall’alto al basso.
«Vuoi che mi scopi i nostri magazzinieri?»
«Diciamo che saranno loro a scopare te, tutti assieme»
«Stai scherzando?»
«No, per niente. Ho detto a loro di aspettare nello spogliatoio perchè dovevi parlargli. Adesso ti spogli completamente e vieni con me.»
Vorrei disubbidire a quest’ordine ma so di non avere alternative quindi mi spoglio e resto nuda «Tieni pure i sandali, una donna nuda con i tacchi alti è la fine del mondo.»
«Ok andiamo» e mi fa cenno di seguirlo.
Entriamo in magazzino, che è comunicante con l’ufficio, e mi accompagna in mezzo ai scaffali di merce quasi vuoti. Tra due file di scaffali c’è una pila di 4 o 5 bancali di legno alta circa 50 centimetri con qualche cartone sopra, i magazzinieri non ci sono. Guarda Andrea con aria interrogativa «Ho fatto preparare questa “pedana” prima dai ragazzi, ma non hanno idea a cosa serva, pensavo di fargli una sorpresa. Sali qui sopra e mettiti a quattro zampe»
Faccio come mi dice.
«Girati da quella parte» così io non vedo chi arriva e chi arriva la prima cosa che vede è il mio culo in bella mostra.
«Ok, adesso aspetta qui, vado a chiamarli, quando torniamo cerca di fare la tua parte, ascolta e capirai»
Mentre sto pensando a quello che succederà da qui a poco, sento Andrea nello spogliatoio che parla con i magazzinieri «So che avete chiesto un aumento a Raffaella ma visto il periodo di crisi non può concedervelo» a questa frase seguono alcuni commenti irriverenti del tipo “ma cazzo…”, “quella puttana…”,“sempre la solita scusa”, “quella troia…” ovviamente so che sono rivolti a me, loro non sanno che sto sentendo tutto altrimenti non mi direbbero in faccia queste cose.
Andrea li zittisce e riprende la parola «Comunque Raffaella sta apprezzando il vostro impegno ed ha deciso di concedervi almeno un premio una-tantum» adesso i commenti cambiano tono: “evvai!!!”, “era ora!”, “ma sul serio?”
«Si, sul serio, Raffaella vi aspetta di la per comunicarvelo personalmente. Andiamo.»
Sento i ragazzi uscire dallo spogliatoio e venire verso di me, appena girano l’angolo e mi vedono, lì, nuda, che gli aspetto, restano di sasso, sembrano non capire, allora do un senso alle parole di Andrea “fai la tua parte”. Mi giro leggermente verso di loro e dico «Ragazzi, ecco il vostro premio!» Ancora confusi si girano verso Andrea «Cosa aspettate, è vostra. Ma prima una cosa soltanto, consegnatemi i vostri telefonini, nessuno deve filmare o fotografare quello che avverrà tra poco e sia chiaro tutto questo deve rimanere solo e soltanto tra noi».
Un “ma certo” quasi all’unisono accompagna la consegna dei telefonini nella mani di Andrea.
Si avvicinano a me, mi girano intorno, tentennano. La situazione paradossale mi sta facendo eccitare, essere un oggetto per coloro che fino ad oggi erano dei miei sottoposti che neanche consideravo mi sta facendo bagnare. “Ma cosa state aspettando, sono qui per esaudire ogni vostro desiderio” vorrei gridargli, quanti vorrebbero scoparsi la propria titolare solo per vendicarsi dell’oppressione capitalista sulla classe operaia? (Ho anche il tempo per qualche considerazione da sindacalista).
Finalmente le loro mani cominciano a toccarmi, mi toccano le tette, mi sfiorano le natiche, mi accarezzano la schiena. Piano piano le loro attenzioni si fanno più audaci, le mie tette vengono strizzate al limite del dolore, le mie chiappe vengono schiaffeggiate, le loro mani senza più riserve cercano la mia figa, qualche dito più avventuroso ci si infila anche dentro, uno lo sento che cerca di farsi strada a fatica nel mio ano.
Chiudo gli occhi per assaporare meglio tutte queste mani che esplorano il mio corpo.
Li riapro e mi trovo in faccia il cazzo di Marco, il capomagazziniere, e senza tanti cortesie mi dice «Succhiami il cazzo, troia» anch’io senza tante cortesie lo prendo e me lo ficco in bocca e comincio a succhiarlo avidamente, questa situazione ha totalmente sbloccato i miei freni inibitori e l’unica cosa che voglio e che questi quattro uomini mi scopino.
Un altro, Enrico, mi prende per i fianchi, mi tira un po’ indietro in modo che arrivi a filo della pedana improvvisata su cui mi trovo e me lo infila nella figa, sopra alla pedana sono giusta all’altezza dei loro cazzi. Continuo a spompinare Marco mentre Enrico mi scopa, si avvicina anche Samuel e lascio momentaneamente il cazzo di Marco per dedicarmi al suo, ma subito ritorno all’altro, continuo ad infilarmi in bocca prima un cazzo, poi l’altro. Intanto con la coda dell’occhio vedo Roberto che con una mano continua a masturbarselo mentre con l’altra continua a deliziarsi con le mie tette che sotto i colpi di Enrico ballonzolano avanti e indietro.
Enrico si vede bene dal venire e quando non ne può più si toglie e lascia il posto a Roberto che mi prende nella stessa posizione, anche lui mi scopa fino ad un attimo prima di venire. Ora è il turno di Marco che però decide di farmi cambiare posizione, si infila sotto di me, trova la giusta sistemazione e con un colpo di reni me lo mette dentro, adesso devo dettare io il ritmo, non mi faccio pregare e inizio a cavalcare il mio stallone, Enrico e Roberto salgono sopra la pedana in modo da farmi trovare i loro cazzi proprio davanti al viso e io senza esitare li prendo in bocca a turno.
Sento la mano di Samuel sulla schiena che mi spinge giù, mi ritrovo la faccia contro quella di Marco, subito non capisco ma in un attimo realizzo che me lo vuole mettere nel culo, vorrei oppormi ma sono troppo presa per fare resistenza, sento il suo cazzo farsi strada a fatica nel mio ano, ma dopo la prima difficoltà entra fino in fondo. Per la prima volta nella mia vita sto subendo una doppia penetrazione. Sotto Roberto, dopo la pausa per permettere a Samuel di infilare il suo cazzo nel mio culo, riprende a spingere, sopra Samuel non è da meno. Una volta che sento i due cazzi ben sistemati dentro di me mi rialzo leggermente e mi ritrovo di nuovo i due cazzi di Enrico e Marco pronti a essere spompinati e li accontento.
In tutto questo frangente, Andrea non partecipa alla festicciola che i suoi colleghi mi stanno facendo, se ne sta in disparte ad osservare tutta la scena.
Anche Samuel e Roberto stanno bene attenti a non venire e si tolgono dai miei buchi poco prima di venire. Ora è il turno di Marco di sistemarsi sotto, ma questa volta Samuel e Roberto mi prendo e mi girano sotto sopra e posizionano il mio culo sopra il cazzo di Marco, il suo membro non fatica a trovare la strada del mio ano, già bene aperto dalla scopata precedente, una volta in posizione con la mia schiena appoggiata sul ventre di Marco, Enrico sale sulla pedana e me lo infila nella figa, il sandwich ha cambiato verso e fette di pane ma l’imbottitura è sempre la stessa, io! Gli altri due pensano bene di non far riposare i loro cazzi e li offrono alla mia bocca, per fortuna non erano lontani a venire e dopo poco vengono a turno nella mia bocca con Andrea che mi ordina «Ingoia tutto, non vorrai sprecare il frutto prezioso di questa bella serata» ed io mando giù e lecco le gocce che ancora colano dai loro cazzi.
«E voi due» dice Andrea ai due che ancora mi stanno scopando «potete venirle pure dentro…» neanche fosse stato un ordine nel giro di qualche secondo sento prima Enrico venirmi nel culo e poi il caldo seme di Marco depositarsi nella mia figa. Una volta sfilati Andrea gli dice di farsi pulire i cazzi da me, che mi ritrovo a leccare i cazzi sporchi del loro sperma misto agli umori dei miei due buchi.

«Ok ragazzi, per questa sera è tutto e ringraziate Raffaella del premio che vi ha concesso.»
«Grazie Capo» arriva in coro da tutti e quattro.
«E tu non ringrazi?» mi dice Andrea
Ancora esausta dal trattamento appena ricevuto rispondo «Grazie a voi»
«Quindi cari colleghi, come avete ben capito, la nostra titolare non può permettersi di darvi premi e aumenti in busta paga, ma se voi farete bene il vostro lavoro, senza rompere più le palle, e questo lo aggiungo io, Raffaella sarà lieta di concedervi ogni tanto questo “premio”. Siete d’accordo?»
«Ogni tanto, quanto?» chiede Marco
«Ogni quanto lo deciderò io. Non preoccupatevi, sarà più spesso di quanto crediate, ve lo prometto.»
Dopo qualche confabulamento tra i quattro, Marco si fa da portavoce e a nome di tutti e dice «Ok, accettiamo.»
«Perfetto! Buona serata ragazzi e mi raccomando non una parola con nessuno.»
«Terremo la bocca chiusa, nessun problema.»

Andrea mi riaccompagna nel mio ufficio e mentre mi rivesto gli dico «pensavo partecipassi anche tu»
«Perchè, quattro non ti bastavano?»
«No, non intendevo questo» rispondo imbarazzata «è solo che mi chiedevo perchè non ti sei unito agli altri.»
«Ho preferito godermi lo spettacolo, quante volte capita di assistere ad una gangbang dal vivo? A proposito sai cos’è una gangbang?»
«Un’orgia?» rispondo io titubante, avevo già sentito quel termine ma non ne sapevo l’esatta definizione.
«Quasi, in un orgia ci sono svariate donne e svariati uomini che fanno sesso tra loro, in una gangbang una sola donna è al centro dell’attenzione di tutti gli uomini.»
«Ti è quindi piaciuto lo spettacolo?»
«E’ stato fantastico, anzi, tu sei stata fantastica. Quasi mi scoppiava dentro i pantaloni, adesso vieni qui e fammi venire con la tua splendida bocca» e così dicendo si abbassa la zip e lo tira fuori, lo aveva veramente durissimo.
Mi inginocchio davanti a lui e lo prendo in bocca, doveva essere veramente straeccitato perchè dopo neanche un minuto è venuto e mi ha riempito la bocca con una quantità di sperma esagerata, che come mi ha insegnato ho mandato giù.
«Bravissima! E anche per stasera abbiamo finito, allora ci vediamo domani»
E come le altre sere come se niente fosse successo, prende e se ne va.

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