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Da imprenditrice a schiava! 07

Da imprenditrice a schiava! 07
Finalmente arriviamo alla fiera, la visita si svolge in maniera professionale, Chiara mi lascia fare il mio lavoro, scambio due chiacchiere con i vecchi fornitori, prendo i nominativi di qualcuno interessante, ci guardiamo attorno in cerca di qualche novità. Visitiamo diversi stand, la fiera a differenza degli scorsi anni ha preso un indirizzo più internazionale, con la crisi tutti cercano nuovi mercati e nuove opportunità, ci sono società sudamericane, asiatiche e anche africane, oltre che le solite dal resto dell’Europa.
Ad ora di pranzo andiamo in un buon ristorante a spendere i soldi che duramente ho guadagnato. Dopo pranzo rientriamo alla fiera e finiamo il nostro giro. Abbiamo raccolto molte brochure di vari espositori, tra questi sicuramente ci saranno quelli che faranno la differenza per la mia azienda.

Verso ora di cena di dirigiamo verso il nostro albergo, non ho idea di dove abbia prenotato Chiara. Mi porta in un hotel a 4 stelle con spa e centro benessere.
La guardo ed esclamo «Starai scherzando, non ce lo possiamo permettere un posto del genere.»
«Non ti preoccupare, ho già in mente come potrai non far sborsare neanche un euro alla nostra ditta» risponde lei sorridendo.
Saliamo alla nostra camera, ci facciamo una doccia e poi ci prepariamo per la cena. Chiara mi fa mettere in tiro, un vestitino molto leggero e provocante e niente intimo sotto, per il tocco finale mi infila nel mio buchino un anal plug con sulla parte terminale una piccola gemma viola. «Questo è l’unico gioiello che dovresti indossare stasera» dice lei ammirando il mio culo con al centro la gemma.

Saliamo in auto e ci dirigiamo verso il ristorante, una volta entrate Chiara si avvicina ad un tavolo con tre uomini di colore, li avevo già conosciuti nel pomeriggio alla fiera.

«Questi gentili signori si sono offerti di invitarci a cena stasera, ovviamente io in cambio gli ho promesso il “dessert”. E poi se sarai brava ci pagheranno anche l’hotel» mi dice Chiara.
«E’ un piacere rivedervi» gli dico molto cortesemente non dando importanza a quello che mi ha appenda detto Chiara, che praticamente mi sta vendendo come fossi una prostituta.
«Anche per noi, speriamo di passare una bella serata assieme» mi risponde uno di loro in un buon italiano ma con un marcato accento francese.

Durante la cena facciamo conoscenza, Abasi, Nassor e Salehe hanno tutti e tre intorno ai 30 anni, sono del Senegal ma lavorano da diversi anni in Francia con una società di import-export tra il loro paese e l’Europa e stanno cercando nuovi clienti in Italia. Purtroppo non sono il tipo di fornitori che stavo cercando, operano in un altro settore.

La cena è ottima, il vino pure, anzi devo avere anche esagerato un po’, forse per essere più sciolta per il dopocena che mi attende.

Finito di cenare, invitiamo i nostri amici a seguirci al nostro hotel, senza dire niente passiamo per la reception accompagnate dai tre uomini di colore, chissà cosa avranno pensato gli adetti al banco: due escort di lusso che hanno trovato tre clienti da soddisfare.

Raggiungiamo la nostra suite, Chiara invita i nostri amici a mettersi comodi sul divano mentre noi andiamo in bagno a prepararci. I nostri preparativi consistono solo nel toglierci il vestito, io resto completamente nuda mentre Chiara per il momento resta in intimo, si infila degli stivaletti con tacco a spillo e prende dalla sua borsa un piccolo frustino, insomma una tenuta da dominatrice.

«Mettiti a quattro zampe» mi ordina, mi abbasso.

«Ok, adesso possiamo uscire» esco dal bagno camminando a quattro zampe con Chiara che mi accarezza il sedere con il frustino.
Mi dirigo verso i nostri ospiti che mi stanno aspettando nudi sul divano. Hanno tutti e tre i cazzi già belli in tiro, uno è un po’ più grande del cazzo più grande abbia mai visto, gli altri due invece sono enormi, saranno ben oltre i 25 centimetri. Questo conferma quello che dicono degli uomini di colore.

«Allora Signori» dice Chiara «come promesso la mia cagnetta è qui per esaudire ogni vostro desiderio, potete fare di lei quello che volete e lei non dirà niente. Vero cagna?» mi chiede.
«Si Padrona» le rispondo.
«E loro chi sono?»
«I miei Padroni»
«Vedo che hai capito. Inizia con succhiare quei loro magnifici cazzi di ebano. Fino in fondo!»

Sempre a quattro zampe mi avvicino al divano dove sono accomodati i tre uomini e comincio a succhiare il cazzo di Salehe, l’attrezzo più piccolo dei tre, voglio andare per gradi. Dopo averlo slinguazzato un po’, me lo infilo in bocca e inizio a spingermelo in gola, ho qualche difficoltà, non ho mai visto un cazzo così, lui molto gentilmente mi spinge la testa verso il suo pube, con qualche sforzo e al limite del soffocamento riesco a scendere fino alla base, l’uomo allenta la pressione sulla mia testa in modo che possa arretrare di qualche centimetro e poi me la rischiaccia in basso, fa così una decina di volte, verso la fine la mia gola non ha difficoltà a far stare tutto il suo cazzo dentro, soddisfatto mi lascia andare.
Intanto Chiara ha preso posto in una delle due poltrone di fronte al divano, mentre mi guarda eccitata si massaggia il clitoride.
Mi dedico al secondo cazzo, e tra i rimanenti scelgo quello meno grosso, quello di Nassor, l’altro mi pare impossibile possa entrare nella mia bocca. Anche il secondo uomo mi aiuta ad ingoiarlo spingendomi in basso la testa, ma nonostante tutti i suoi sforzi non riesco che a prenderne in bocca poco più di tre quarti. Un po’ contrariato ma appagato del mio impegno mi lascia andare.
Non mi resta che dedicarmi a Abasi, il cui membro come detto ha una circonferenza esagerata, riesco comunque a prenderlo in bocca e anche stavolta la mia testa viene aiutata a scendere il più possibile, ho la lingua tutta premuta in basso che non riesce neanche a muoversi da quanto questo questo cazzo mi riempie completamente la bocca. Anche di questo arrivo a circa tre quarti dell’asta, Abasi vorrebbe che ne ingoiassi di più ma è fisicamente impossibile, mi lascia andare comunque anche lui gratificato dalla mia perfomace.
«Vieni qui» mi ordina Chiara, vado da lei con il trucco completamente sfatto dalle lacrime che mi sono uscite dagli sforzi e dalla saliva che ho lasciato sui tre enormi cazzi.

Si tira da una parte le mutandine e capisco che devo leccargliela, è zuppa dei suoi umori, lo spettacolo, la mia sottomissione, le è evidentemente piaciuta. La lecco avidamente, nelle ultime settimane ho iniziato ad aprezzare il gusto della sua figa, sentire il suo odore che sale nelle mie narici mi eccita ogni volta di più.
Sento che sta per venire ma mi ferma, «basta così,» evidentemente vuole rimanere eccitata al massimo. Mi fa girare e mi toglie l’anal plug dal culo che finora era stato in bella vista dei nostri ospiti, mi da un paio di slinguazzate all’ano per lubrificarlo un po’.

«E’ ora che offriamo questo bel gioiellino ai nostri amici, siediti sui loro cazzi.»

Mi alzo e ritorno dai tre uomini, anche stavolta seguo lo stesso ordine, comincio dal “più piccolo” per così dire. Appoggio il mio buchino sulla sua cappella e lo lascio scivolare dentro di me, una volta che lo sento bene dentro di me inizio un metodico saliscendi, ad ogni disceda lo sento farsi sempre più posto dentro al mio culo finchè non sento le mie natiche appoggiarsi alle sue cosce, è tutto dentro di me, continuo a salire e scendere ed ogni volta che sono in fondo mi fermo qualche secondo per assaporare quell’attrezzo che mi rempie tutta.

Chiara mi fa segno di cambiare uomo, quindi mi sposto su Nassor, oramai il mio buchino è già bello aperto e il suo membro non fa nessuna fatica a entrare, ma essendo questo più lungo del precedente non riesco a prenderlo fino in fondo. Nassor mi aiuta prendendomi i fianchi e spingendomi verso il basso, piano piano, un po’ dolorosamente, sento il suo cazzo farsi strada nel mio intestino ed entrare fino in fondo in me, una volta che sono ben posizionata l’uomo mi afferra le natiche mi solleva un po’ e poi mi lascia cadere, lasciando che sia il peso del mio corpo a farmi scendere lungo la sua asta, le fitte dolorose iniziali vengono mano a mano sostituite da fitte di piacere ogni volta che il suo cazzo è completamente in me.
Quando oramai ci sto prendendo gusto Chiara mi dice di cambiare nuovamente. Mi sposto su Abasi, prima di sedermi sul suo membro, lui mi apre le natiche e mi slinguazza per bene il buco per permettere al suo enorme cazzo di penetrare più agevolmente, il mio culo già ben dilatato dalle due precedenti penetrazioni non ha nessuna difficoltà ad accettare il suo enorme cazzo e senza esitazioni scivola fino in fondo dentro di me. Non mi serve neanche il suo aiuto, tenendomi con le mani sulla sue cosce inizio un frenetico saliscendi, davanti a me Chiara si sta masturbando sempre più velocemente.
Ad un certo punto Abasi si alza di s**tto, proiettandomi in avanti a quattro zampe senza togliere il cazzo dentro di me, la mia faccia finisce a pochi centimentri dalla figa di Chiara.

«Lecca la figa della tua Padrona» mi ordina Abasi, avvicino ancora di più il viso alla figa di Chiara e inizio a leccargliela mentre lui non smette di scoparmi il culo.

Nassor e Salehe si alzano dal divano e si avvicinano a Chiara offrendole i loro cazzi che lei avidamente ingoia a turno.

«Vediamo se questa puttana bianca è troia come la sua schiava» dice Salehe, scostandomi dalla figa di Chiara e piantondole dentro il suo cazzo senza tanti preamboli. Lei non fa una piega straeccitata com’è e con la figa ben lubrificata dalla mia saliva. Accetta con gusto gli affondi di Salehe gemendo ad ogni spinta, ogni tanto lo tira fuori e me lo ficca in bocca così che possa assaggiare anche i succhi più profondi del sesso di Chiara.

Abasi con gesto atletico si tira su e si siede sul divano sempre tenendo il suo cazzo dentro al mio culo, mi tira su le gambe e le allarga, invitando Nassor a scoparmi la figa. In un istante mi trovo penetrata da due enormi cazzi di colore. Questi uomini hanno una resistenza incredibile, non danno il minimo segno di voler venire e continuano imperterriti a scopare Chiara e me.

Abasi mi fa girare, vuole guardarmi in faccia mentre mi scopa la figa, mi prende la testa, me la tira verso la sua e mi ficca la lingua in bocca, ormai presa dalla frenesia della scopata, non posso che ricambiare lo scambio di saliva.

Gli altri due si danno il cambio, Salehe si prende il mio culo mentre Nassor va ad allargare quello di Chiara che finora non aveva ricevuto attenzioni. Presto Salehe si lamenta che il mio ano è stato dilatato troppo dal cazzone enorme di Abasi e non risce a gustarselo a dovere, io invece lo sento bene e fino in fondo.

Sento Chiara che bisbiglia qualcosa all’orecchio di Nassor, lui si stacca da lei, si infila tra me e Salehe e cerca la via per il mio buchino già occupato da un altro cazzo.

«Noooo!!!!» grido appena capisco le loro intenzioni.

Ma Abasi mi tappa la bocca e Salehe insiste nel suo affondo finchè il mio ano cede e lascia posto ad un secondo cazzo. Sento il mio sfintere al limite della lacerazione, Chiara si avvicina, mi prende il viso, mi bacia, mi dice di rilassarmi e con una mano cerca il mio clitoride ed inizia ad accarezzarlo. Lentamente il mio ano inizia a rilassarsi e a non stringere più intorno ai due membri. Quando i due uomini capiscono che hanno via libera iniziano a spingere e così fa anche Abasi nell’altro mio buco. Ogni tanto Salehe lo toglie dal mio culo per farlo respirare un attimo ma subito lo rimette dentro, il mio ano oramai non fa più resistenza, è al massimo della dilatazione.
I due cazzi nel culo, il terzo nella figa e le mani di Chiara che mi toccano il clitoride e mi palpano le tette fa sfociare in me un orgasmo violento che quasi mi fa perdere i sensi.

Finalmente si stancano di quella posizione e si tolgono tutti e tre da me, i miei buchi sono completamente aperti. Come non lo erano mai stati prima.

Mi lasciano quasi esamine sul divano, loro non sono ancora venuti e Chiara è ancora piena di energia, la scopano due alla volta anche se in due buchi diversi, lei non ha l’onore come me di prenderne tre in una volta, anche se il terzo lo soddisfa con la bocca con gran maestria.

I tre uomini di colore si stanno ancora divertendo e non danno segno di cedimento.

«Queste due donne bianche sono proprio delle gran troie» dice uno di loro.
«E’ più troia la “padrona” o la “schiava”?» domanda l’altro.
«Qui non ci sono padrone, sono tutte e due schiave del cazzo nero!» risponde il terzo ridendo.
«Già, ora sono le nostre schiave. Vero?» Ci chiede Abasi.
«Si Padrone,» rispondiamo all’unisono Chiara e io.
«Tu vieni qua» dice rivolto a me.

Mi avvicino a lui, toglie il suo membro dalla figa di Chiara me lo ficca in bocca e rilascia il suo carico di sperma nella mia gola, poco dopo, mentre sto ancora deglutendo, Salehe fa lo stesso nella bocca di Chiara. Manca solo Nassor, che non esce dal culo di lei e le viene dentro.
«Spingi fuori il succo che Nassor ti ha lasciato dentro e lascia che la tua amica lo beva direttamente dal tuo culo» le ordina Abasi.
Chiara spinge finchè lo sperma fuoriesce dal suo ano, io avvicino la lingua e comincio a succhiare il nettare che esce dal suo orifizio.

«Brave le nostre schiave» si congratula Nassor con gli altri due.

«Cosa volete che facciano adesso i vostri nuovi Padroni?»

Sento Chiara rispondere: «Scopare, ancora!» mentre lentamente, esausta, mi addormento scivolando sul divano…

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