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sauna rough 4: la darkroom

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sauna rough 4: la darkroom
Sono nella sauna, ancora…è come una droga per me. Farmi sbattere come una vacca, scopare in gola qualche troia, sottomettere la zoccoletta di turno…Lo so, mi piace sia prenderlo che darlo, mi piace maltrattare ed essere maltrattato, mi piace…
Ho 48 anni, rasato, ben messo, un bel cazzo morbido e largo e un buco di culo che potrebbe fare felice chiunque. Marco mi ha trascinato nella darkroom ma io sono stanco; ho già fatto un giro ai gloryholes e ho preso la mia dose di cazzo. Nel corridoio tra i cubicoli origlio gemiti e sculacciate forti, “No, basta ti prego, adesso scopami” sento in una cabina. Spio dalla fessura della porta e vedo un ragazzino, avrà sì e no 20 anni che prende nel culo una proboscide gigantesca…la riconosco, è quella di Amin che mi ha appena fracassato gli sfinteri. Quel porco di colore scoperebbe qualunque buco, anche quello di mia moglie se gliela presentassi.
Entro nella dark e vengo accolto dall’odore di chiuso, di corpi, di cazzi in erezione; è buio, naturalmente, claustrofobico, nauseante…Mi appoggio alla parete e allungo le mani, non vedo niente e non voglio calpestare qualcuno; mi sposto lentamente lasciando che gli occhi si abituino ma è inutile…è buio pesto.
Questo è il momento che mi piace di più, quando mi lascio andare e divento una scrofa in cerca di cazzi; una mano mi sfiora la coscia, mi accarezza la natica; io sono già in estasi, il cuore mi batte forte…no, non voglio sniffare il popper, a me non serve…la mano si insinua tra le chiappe e riconosco le dita di Marco che mi rovistano l’ano, prima una e poi un’altra, mi stuzzica la prostata, mi dilata lo sfintere…io spingo in fuori le chiappe, me la godo…
Afferro i capelli biondi di Marco e lo metto inginocchio davanti a me…Marco è una giovane baldracca che ho conosciuto nel bagno turco, è lui che mi ha presentato il master, è lui che mi ha fatto sfondare da Amin, è sempre lui che mi ha fistato il culo e mi ha fatto godere con le gambe spalancate…ha 25 anni, ma ne dimostra 18 forse, è magro, esile, la pelle chiara, biondo con gli occhi azzurri, i capelli sono lunghi ma rasati su una tempia…ha un tatuaggio tribale sulla schiena, enorme.
In ginocchio davanti a me non posso vederlo…è buio…lo immagino con la bocca spalancata pronto a ingoiare il mio cazzo; sento sulla cappella il suo respiro, “Lo voglio, ti prego, dammi il cazzo” mi dice, e io lo accontento. Lo infilo piano piano tra le sue labbra, sento la lingua che mi lecca il frenulo, sento il palato che scivola sulla cappella, do un colpo secco e lo scopo in gola, come piace a me e come piace a lui, lo so!
Soffoca, ha conati spaventosi ma resiste, come una brava sissy sa qual è il suo posto, in ginocchio con la bocca piena; io ci do dentro, lo afferro per i capelli e affondo, ancora e poi ancora…Nella dark si muove qualcosa, l’ombra di una mano mi afferra la natica e una lingua morbida, pastosa, mi lecca dietro l’orecchio: “Ciao maiale, ti ricordi di me, sono il tuo master…stai godendo come una cane che ha trovato da scopare vero?…e quella cagna lì sotto è Marco, ci avrei scommesso…”
Il master scivola via nell’ombra e ricompare dietro Marco, lo solleva in piedi, a 90 gradi e, sempre con il mio cazzo in gola, lo apre come un maialino da latte, lo sderena, lo sfonda così, senza lubrificazione, senza una gentilezza, senza una parola…A lui piace così! Mugola lentamente ad ogni affondo, con la bocca piena non riesce ad urlare e questo è un bene; intorno a noi si è formato un cerchio di ombre coi cazzi in tiro, ne afferro qualcuno con le mani libero mentre pompo la gola di Marco…anche lui si dà da fare, insaziabile troia.
Qualcuno sta godendo, viene schizzandomi la coscia…non so chi sia, un altro mi ha impiastricciato la mano di sborra perlacea che pulisco tra i capelli di Marco…e intanto pompo, pompo come se fosse l’ultima scopata della mia vita. Il master viene nello sfintere del biondino, lo fa in silenzio, gemendo piano…E’ allora che giro Marco, lo metto con il culo dalla mia parte e con un colpo secco gli infilo tutta la mano, fino al polso, nel buco sfondato. Grida, fortissimo…ed io godo sborrando sulla sua schiena, getti lunghi, densi, ripetuti….pompo con il pugno e Marco si lascia andare…si raggomitola nella dark, in un angolo, come un a****le abbandonato…
“Non devi avere pena per lui!” mi dice il master, “A lui piace così, lo rifarebbe anche fra 5 minuti se trovasse una altro maiale come te!”.

“Dai, pisciagli addosso….vedrai che ti ringrazierà”.
E’ buio ed io spingo il getto di urina verso Marco, lui si solleva un poco e si mette in ginocchio, la bocca spalancata, …qualcuno ha aperto la pesante tenda della dark e un tenue fascio di luce illumina i suoi occhi, il suo sguardo: “Grazie!” mi dice, “Grazie!”

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