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Storia di un sodomita 3 (La villa, il mio padrone

Babes

Storia di un sodomita 3 (La villa, il mio padrone
– Dal momento che entri quì e fino a che ci rimani ti devi dimenticare di chi sei e cosa fai nella vita di tutti i giorni. Tu qui sei la mia Troia! Fai ed obbedisci a tutti i miei ordini, ogni mia richiesta per te è un dovere! -.
Queste semplici parole definivano e delineavano il comportamento che dovevo seguire dal momento che entravo in villa e per tutto il mio periodo di permanenza, il padrone decideva come doveva essere l’ aspetto del mio corpo, non transigeva sul fatto che dovevo essere completamente privo di peli su tutto il corpo, se non gli piaceva come ero depilato mi faceva depilare nuovamente dal giardiniere il quale nel rieseguire la depilazione si divertiva a farmi del male con la ceretta. Il mio abbigliamento veniva deciso dal padrone al momento ed oltre quello non potevo indossare altro. Indumenti che coprivano a malapena le mie parti intime e che rispecchiavano i desideri sessuali che in quel momento aveva il padrone, quindi pantaloncini strettissimi, o mutandine con perizoma, magliette strimizzite che lasciavano sempre scoperto il ventre e l’ombelico, spesso anche abbigliamento ed intimo femminile tipo calze con autoreggenti e minigonne microscopiche che mostravano le mie natiche ad ogni mio passo, tutto quello che stuzzicava la sua perversa fantasia diventava il mio dress code.
-Quando vieni qui ti devi dimenticare di essere un uomo, sei la mia femminuccia e come tale ti devi comportare. Ti devi dimenticare di quell’ inutile cazzetto moscio che ti trovi tra le gambe, non devi toccartelo assolutamente, quando vai a pisciare ti siedi come tutte le femminucce! Quello non è più il tuo cazzo e la tua inutile pisella, se ti tocchi e ti si indurisce ti punisco severamente…..-.
Questa era un’ altra regola fondamentale quando ero alla villa dovevo comportarmi da femminuccia in tutto e per tutto onde evitare severe punizioni.
I frequentatori della villa erano tutti di sesso maschile, tranne una volta che furono invitate due escort per soddisfare alcuni giochetti erotici richiesti dagli amici del padrone, nella villa non ho mai visto donne, nemmeno tra il personale di servizio. Quella volta in particolare la presenza delle due ragazze era dovuta dal fatto che la comitiva aveva deciso di sfogare il loro disprezzo del genere femminile sulle due poverette che subirono in tutto il pomeriggio offese ed umiliazione di ogni tipo. Naturalmente essendo due escort che erano la per denaro, erano consenzienti ma non consapevoli di quello che avrebbero subito, fino al punto che avrebbero restituito il denaro avuto in anticipo pur di andarsene.
– No troie i soldi gli avete presi ed ora rispettate i patti- . Questo gli fu detto da uno degli amici del padrone. Le poverette subirono offese, sputi, furono costrette a strisciare per terra nel giardino mentre gli amici del padrone a turno le percuotevano sulle natiche e gli orinavano addosso. Furono prese denudate a forza, legate a pecorina su due sedie ed inculate a forza da tutto il gruppo degli amici del padrone, furono inondate da fiumi di sborra e piscio, furono inculate anche dal personale di servizio, furono sodommizzate anche con ortaggi e vegetali provenienti dalla cucina. Quel pomeriggio anche io venni punito dal padrone, la vista di quelle due strafighe che venivano seviziate mi provocò una erezione ed il padrone non esitò a punirmi, fui preso di forza e costretto ad inginocchiarmi davanti a loro ed inculato in modo brutale dal padrone che mentre mi penetrava mi diceva:
– Visto che succede puttanella a non obbedire ora ti sfondo il culo come i miei amici fanno a quelle due zoccole la. – . Non era l’ inculata che subivo a provocarmi il maggior disagio, non era la prima volta che venivo inculato di brutto, ma il fatto di essere inculato davanti a due donne ed essere sottomesso allo stesso modo in cui venivano sottomesse le due poverette provocò in me l’ umiliazione maggiore, il messaggio del padrone era chiaro; Sei una puttana e ti faccio fare la puttana come voglio io, naturalmente oltre al disagio psicologico quel cazzo che mi statuffava il culo con veemenza mi faceva godere da pazzi, godimento che non riuscivo a non manifestare con gemiti e gridolini di piacere, anche in quella occasione nonostante l’umiliazione ed il dolore fisico non riuscii a reprimere la mia natura di troia schiava del sesso, ero come quelle due zoccole e meritavo lo stesso trattamento.

Oltre a quell’ episodio il padrone ed i suoi amici organizzavano frequentemente festini sessuali nei quali venivano invitati e diventavano oggetto di piacere sessuale: giovani ragazzi effemminati, travestiti e transessuali. Naturalmente essendo io di sola proprietà del padrone i suoi amici dovevano organizzarsi e trovare altre prede per soddisfare i loro appetiti sessuali. Gli amici del padrone in media erano tutti uomini in età matura e tutti di aspetto molto mascolino, tra tutti loro c’era un tipo soprannominato PALO dagli altri, io pensavo che fosse per il suo aspetto, molto alto e magro, ma non era quella l’origine del suo soprannome, un Giorno “Palo” si presentò alla villa con una maglietta con sopra la scritta “24×18”, io incuriosito chiesi ad uno degli ospiti cosa significasse quella scritta il quale divertito mi rispose:
– Prova ad immaginarlo zoccoletta ingenua, sono le dimensioni del suo cazzo!- . Naturalmente al momento pensavo si trattasse di uno scherzo non riuscivo nemmeno ad immaginare un cazzo di quelle dimensioni,, il padrone era ben fornito ma di certo non aveva un cazzo di quelle dimensioni ed io non riuscivo ad immaginare come un pisello di quelle dimensioni potesse penetrare un culetto come il mio. Rimasi scettico sulle dimensioni di “Palo” finché un giorno non lo vidi di persona; Un pomeriggio avevo appena ricevuto una sonora inculata da parte del padrone nel giardino dietro una siepe vicino alla piscina, non appena il padrone aveva finito di trapanarmi il culo con forza e dopo avermi riempito il viso di sborra, cercando qualcosa che alleviasse il mio bruciore di culo, entrai nella depandance che faceva da servizio alla piscina, e dentro trovai Palo che completamente nudo si stava asciugando, sentendomi entrare si girò verso di me mostrandomi il suo cazzo in tutta la sua dimensione; “Era veramente molto grosso“, rimasi a bocca aperta a guardarlo incredulo di quello che vedevo, Palo che si era accorto del mio stupore si posizionò davanti a me mettendomi ancora meglio in mostra Il suo enorme uccello, lo sollevò per farmelo vedere meglio e mostrarmi gli enormi testicoli che lo ornavano, con lentezza cominciò a menarselo leggermente facendolo diventare ancora più grosso e poi divertito mi disse: – Be tutto a posto? -. Feci cenno di si ed uscii dalla depandance, ero incredulo per quello che avevo visto e l’unico pensiero che mi balenava in testa era: “E’ impossibile per lui con il cazzo enorme che si ritrova che possa infilarlo nel culo di qualcuno, non penso proprio che possa trovare qualcuno che si fa inculare da lui”, tenni questo pensiero finché una sera non vidi Palo all’opera sfondare il culo ad un povero malcapitato. Una sera gli amici del padrone per il proprio sollazzo sessuale invitarono in villa un giovane travestito, era molto magro di carnagione molto chiaro, dalle sembianze fisiche mi assomigliava molto, indossava una parrucca bionda ed era truccato molto bene, sembrava proprio una donna, era molto femminile. Io non ero presente nella stessa sala perché il padrone quella sera mi voleva tutto per se e non essendo lui interessato dal trav mi ordinò di seguirlo in camera sua. Ma il padrone oltre alle sue manie sessuali aveva anche la mania del controllo completo di quello che accadeva accanto a lui ed aveva fatto mettere telecamere di controllo in tutta la casa e dalla sua camera controllava tutto quello che gli ospiti facevano nella villa. Quindi io ero in camera da letto inginocchiato che gli succhiavo il cazzo e di tanto intanto guardavo al monitor quello che succedeva nella sala dove Palo ed i suoi amici si intrattenevano con il giovane travestito. Il poveretto non si immaginava minimamente cosa avrebbe subito quella sera e dopo un inizio abbastanza soft cominciò a subire abusi sempre maggiori, Gli amici del padrone lo denudarono strappandogli i vestiti di dosso ed a turno alcuni lo tenevano ed altri lo percuotevano sulle natiche con grossi schiaffoni o calci, il poveretto cercò di ribellarsi ma ben presto fu sottomesso ai voleri del branco che a turno cominciarono a infilargli il cazzo giù per la gola e soffocandolo gli provocavano conati di vomito, intanto altri con le dita perlustravano il suo buco del culo infilando a turno due o tre dita in quell’ orifizio che si stava arrossando vistosamente, ad un certo punto un amico del padrone decise di infilare nel culo del poveretto il collo della bottiglia di spumante, e agitandola irrorò di spumante l’intestino del poveretto, nello stesso momento il padrone mi aveva sistemato a pecorina sul letto e mentre si godeva lo spettacolo, facendolo vedere anche a me, cominciò ad incularmi con forza. Arrivò il momento della penetrazione anale anche per il povero travestito nella sala degli ospiti, mentre due ospiti a turno lo tenevano ben fermo un altro gli andava dietro e lo penetrava con forza e senza alcun riguardo. Ho ben in mente il momento in cui Palo puntò il suo enorme cazzo sul buchetto già provato del poveretto e con un colpo secco e deciso gli entrò dentro facendolo urlare dal dolore, ho ben in mente il viso sfigurato dal dolore del poveretto che piangendo ed urlando chiedeva un po di riguardo per il suo povero sfintere dilaniato, ed ho ben in mente lo sguardo fiero e contento di Palo mentre rompeva il culo al malcapitato, in quello stesso momento mi immaginavo di essere io al posto di quel poveretto a ricevere nel culo il cazzo di Palo e quel pensiero mi fece raggiungere un orgasmo inaspettato ed intensissimo, ed in quel momento il padrone ignaro del mio pensiero, pensando di essere lui a provocarmi quel godimento pazzesco, e godendo anche lui dentro di me mi sussurrava all’ orecchio: – Vedi puttanella, se ti comporti male ti faccio inculare da tutti -. In quel preciso momento, un nuovo tarlo si insidiò nella mia mente, nello stesso momento che il povero travestito dolorante e piangente abbandonava la villa, io dentro di me pensavo: “Non voglio più essere la troia di un solo padrone, voglio il cazzo di Palo, voglio essere la troia di tutti”. Nel mio inconscio ero passato ad un gradino superiore di perversione e presto ci sarei arrivato anche con il mio corpo, sarei diventato la zoccola di tutti, ma questa è un’ altra storia che vi racconterò.

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